08/03/2011 – C.C.R. ACCADEMIA SICILIA “IL CARNEVALE IN SICILIA”

marzo 8, 2011 by admin  
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Carnevale, festa pagana di antichissime origini, si rifà probabilmente alle feste ellenistiche e ateniesi che si svolgevano rispettivamente, una in onore di Iside agli inizi di marzo e l’altra in onore di Dionisio a fine febbraio.

Celebrata nella settimana che precede l’inizio della Quaresima, il termine ha origine da quello latino “Carnem Levare”, cioè al divieto ecclesiastico di consumare carne durante il periodo quaresimale.

E’ la festa sinonimo di divertimento, allegria, travestimento, sfarzo, nata dal sentimento di evasione nei confronti del periodo di penitenza e digiuno che ad essa segue; con la maschera ricorrente, dell’omaccione che sfila sul carro funebre, simboleggia anche la fine dell’anno passato che morendo porta via tutti i mali.

Parecchie le città che in Sicilia vantano noti e famosi carnevali come quello di Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa, la cui tradizione è antica nel tempo. Fino agli anni sessanta si approntavano nelle due piazze principali i veglioni (i vagliuna) con i botteghini, dove si giocava al “sottonovanta” e dove si danzava. Oggi durante il Carnevale si balla in piazza e nei locali notturni, durante le sagre di salsiccia, trote e cavatieddi e nelle grandi sfilate di carri allegorici e di gruppi mascherati, la domenica ed il martedì prima delle Ceneri. Anche a Bronte, in provincia di Catania, dove un tempo sfilavano “Laddatori”, le maschere locali che rappresentano le classi più povere della città, ogni anno ritroviamo per le vie della città i carri ed i gruppi mascherati, come a Paternò, in provincia di Catania, dove però non si vedono più le donne, invitare gli uomini a ballare, vestite con mantelli neri e maschere.
Anche durante il carnevale di Taormina, si svolgono festeggiamenti in maschera per le splendide vie della città, sfilate di carri allegorici la domenica ed il martedì grasso e tutte le sere nella piazza del centro turistico in provincia di Messina feste con balli, gare canore e giochi; come pure a Termini Imerese, in provincia di Palermo, dove oltre ai balli vari si può assistere al rogo dei due fantocci del “nannu” e della “nanna”, che concludono simbolicamente la festa.

A Mezzojuso, in provincia di Palermo, durante il carnevale possiamo assistere ad una manifestazione, le cui origini risalgono al XVII secolo, che si svolge nella pubblica piazza, “Il Mastro di Campo”, interpretata da circa 90 personaggi che indossano costumi che si rifanno al sec. XV e che racconta la storia d’amore fra il Mastro di Campo e la Regina.
Tra i più noti di tutta la Sicilia, il carnevale di Sciacca in provincia di Agrigento. Di origini antiche, risalenti al 1800, oggi per la realizzazione dei carri e delle maschere allegoriche, la cui sfilata inizia il sabato e finisce il martedì grasso, sono coinvolti artigiani, scultori ed architetti. Durante la festa si possono inoltre gustare le pietanze tipiche preparate durante questa manifestazione, vino, salsiccia, maccheroni al sugo e cannoli di ricotta.
A Misterbianco, in provincia di Catania, la domenica antecedente quella di Carnevale , la domenica di Carnevale ed il martedì grasso, possiamo assistere alla sfilata di oltre settecento maschere, i cui abiti sono realizzati con grande maestria ed in materiali pregiati.
Durante il carnevale di Belpasso, provincia di Catania, la consueta sfilata dei carri è preceduta dal recital dei poeti dialettali locali e a Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa il lunedì sera si effettua la sagra della salsiccia. A Saponara in provincia di Messina, nel corso della sfilata di gruppi mascherati, possiamo ammirare la tipica figura dell’Orso, realizzata utilizzando pelli di capra.
A Corleone, in provincia di Palermo oltre al consueto corteo dei carri allegorici, il Martedì Grasso si svolge il rogo del fantoccio nannu agghindato con una collana di salsiccia e portato a spalle dal simbolo del Carnevale la maschera del Riavulicchio, che simboleggia la rinascita di questa festa, non celebrata per oltre trenta anni e rinata negli anni 90. Durante il trofeo dei quartieri, viene premiato il carro o il gruppo mascherato più bello.
A Novara di Sicilia, in provincia di Messina, si svolge Il Gioco del Maiorchino, durante il quale delle squadre lanciano lungo un percorso , “a maiurchèa”, tipico formaggio pecorino stagionato.
Il martedì grasso, durante la Sagra del Maiorchino si possono gustare ricotta, maccheroni di casa conditi con sugo di maiale e cosparsi di maiorchino grattugiato.
La domenica di carnevale giochi e premi per tutti i bambini.Dulcis in fundo il carnevale di Acireale, teatro delle maraviglie: maschere, coriandoli, luci, fiori, musica e soprattutto tanto calore umano. Le stupende vie e piazze del centro storico di Acireale sono la cornice ideale per uno spettacolo che raggiunge il clou con le sfilate dei carri, attraverso i quali gli artigiani acesi esprimono la loro arguzia e fantasia stimolando quella degli altri. E’ del 1594 il documento più antico sul carnevale acese, durante il quale vi era l’abitudine di giocare tirando arance e limoni.
Non manca naturalmente la tradizione gastronomica legata a questa ricorrenza. Tra i dolci le Chiacchiere una sfoglia sottile con tanto zucchero a velo, le Castagnole e le Zeppole frittelle rotonde ripiene di crema, le Teste di Turco che contengono anche uva passa e sono prodotte nelle zone di Modica, e la tradizionale Pignoccata, che si prepara con farina, zucchero, tuorli, ed un pizzico di sale. Tra i primi Maccheroni al ragù o maccarruna di sdirrimarti, tipici della contea di Modica, o i più comuni maccarruna ca sasizza conditi con ragù di cotenna di maiale o salsa di pomodoro, il Minestrone del giovedì grasso, una zuppa con patate, fave secche sgusciate, cipolla, prezzemolo, lardo di maiale a cubetti, pepe e sale e lo stufato con il sugo di carne di maiale e la salsiccia, che viene preparato il martedì grasso.

 

Di L. Corsaro

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